Domande e Risposte

Domande

Cos’è la Disposofobia?
La Disposofobia (conosciuta anche come Hoarding Disorder, Accumulo Compulsivo, Accaparramento Patologico, Sindrome Messie, Sindrome Collyer, Sillogomania) è un disturbo caratterizzato dall’accumulo continuativo di beni, acquistati o raccolti, e dalla successiva incapacità di eliminarli dai propri spazi vitali (casa, auto, ufficio, ecc.). Nel tempo questo determina il progressivo ingombro di tutti gli spazi disponibili inclusi quelli vitali per cucinare, dormire e lavarsi, provocando in ultimo l’impossibilità a svolgere le normali attività quotidiane. Questo meccanismo comporta spesso rilevanti impatti sulla persona ed i suoi familiari, sia in termini finanziari, sia attraverso una riduzione importante del funzionamento lavorativo e sociale.

Esiste una terapia?
Sila Terapia Cognitivo-Comportamentale specificamente adattata per il Disturbo da Accumulo si è dimostrata di provata efficacia in numerosi trial clinici. Risulta pertanto il trattamento di elezione per la Disposofobia.

Esiste una terapia farmacologica?
Essendo la Disposofobia una sindrome complessa non esiste una terapia farmacologica che agisca direttamente sul comportamento di accumulo e le sue conseguenze ambientali. In limitati casi, quando cioè vi sia una patologia co-occorrente (es. Depressione, Ansia Generalizzata) o nel caso in cui il comportamento di accumulo sia un sintomo di Disturbo Ossessivo Compulsivo, la terapia farmacologica insieme alle altre opzioni terapeutiche va considerata a valle dell’analisi del caso.

Perchè non è consigliabile semplicemente svuotare la casa?
Anche se a molti familiari può apparire una scorciatoia il semplice intervento di svuotamento e pulizia fatto da terze persone (i familiari stessi o agenzie di pulizia) non risolve mai il problema, talvolta aggravandolo o comportando il rischio che si inneschino altri gravi disturbi (depressione, disturbo di panico, in alcuni casi ideazione suicidaria).

Mia madre non vuole saperne di fare una terapia. Come posso fare?
Le persone che accumulano difficilmente cercano aiuto in prima persona. Il primo passo deve essere in genere fatto dai familiari per comprendere la natura del disturbo e per poter efficacemente trasferire le possibilità di trattamento alla persona che accumula. Il Disposofobico capisce che esiste un problema, ma teme che la soluzione sarà la perdita di controllo sulle sue cose. Va comunicato nel modo opportuno che il percorso terapeutico è indirizzato a sviluppare nella persona la capacità di padroneggiare in modo progressivamente più autonomo le manifestazioni del disturbo. Se la persona non è pronta esistono approcci di tipo più semplice che consentono almeno di raggiungere una dimensione di sicurezza.

Quali sono le cause della Disposofobia?
Le cause non sono ancora totalmente chiare, tuttavia numerosi studi hanno evidenziato che il cervello di chi accumula è caratterizzato da specifiche alterazioni funzionali. Queste alterazioni possono essere ricondotte ad aspetti genetici o in alcuni casi ad eventi patologici che hanno coinvolto specifiche aree del cervello (infezioni, lesioni, ischemia). Il fattore precipitante sembra però essere più di tipo relazionale: tra il 50% e il 60% di chi accumula riferisce l’esordio del sintomo in seguito ad un episodio traumatico (perdita, violenza, minaccia, ecc.)

A che età si manifesta la Disposofobia?
Allo stato attuale della ricerca sembrano manifestarsi due percorsi caratteristici. Il primo di tipo graduale si sviluppa a partire dall’adolescenza con condotte da accumulo, seguite dopo poco tempo da comportamenti di acquisizione attiva (raccolta, acquisto). Il riconoscimento del problema può non avvenire mai ed in genere raramente prima dei 40-50 anni. Il secondo si sviluppa invece più rapidamente con contemporaneità di accumulo e di comportamenti di acquisizione quasi sempre in risposta ad un evento traumatico di tipo relazionale. Il riconoscimento del problema sembra essere migliore in questo secondo caso.

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