Conseguenze della Disposofobia sui figli

Sebbene non siano ancora stati fatti studi sistematici su figli di disposofobici e sugli impatti del disturbo sul loro benessere psicofisico una serie di dati suggerisce che gli effetti si mantengano in età adulta determinando difficoltà particolari in alcuni settori della vita personale e di relazione. Nel seguito sono elencati una serie di punti che derivano dall’evidenza clinica raccolta in familiari che hanno deciso di farsi accompagnare in un percorso di supporto una volta diventati adulti.

  • Bassa autostima
  • Senso di colpa
  • Evitamento sociale, isolamento
  • Organizzazione dello spazio e del tempo maniacale (DOC)
  • Preoccupazione e responsabilizzazione eccessiva
  • Anestesia emotiva
  • Stati dissociativi
  • Difficoltà attentive
  • Difficoltà di concentrazione
  • Sintomi ansiosi connessi alla presenza di estranei nella propria casa
  • Sintomi ansiosi al suono del campanello/citofono/telefono
  • Difficoltà connesse al tema del possesso (accumulo Vs. minimalismo)
  • Difficoltà a stabilire routine domestiche

3 Thoughts on “Conseguenze della Disposofobia sui figli

  1. Jessica on 23 dicembre 2018 at 22:54 said:

    Io sono figlia di un’accumulatrice e pur avendo cercato in tutti i modi superarlo continuo a non avere piacere ad avere gente in casa, mi agito Se suona il campanello, Queste sono tutte conseguenze degli anni passati a nasconderlo e della vergogna che la gente entrasse in casa, anche adesso che ho una casa normalissima mi accorgo che mi sale la pressione e il cuore accelera, sudi quando c’è qualcuno che arriva che non è una persona della famiglia. Penso cosa pensi chi se ne accorge Perché mio disagio traspare ed a me non piace
    Non mi piacciono i posti con tanta gente proprio perché in un qualche modo si cresce isolati, se non vai tu dagli altri è molto difficile che gli altri vengono da te

  2. Nicoletta on 23 marzo 2019 at 15:03 said:

    Parte della mia vita nell immondizia di mia madre, vivere ogni stanza come un garage sottosopra, mi fa sentire ansiosa, sporca, sono una persona asociale, la depressione è l ansia mi accompagnano da anni, io prendo psicofarmaci e lei no.
    Inutili I continui tentativi di rimettere in ordine la casa.
    Quando abitavo con lei erano continue urla per rimettere in ordine queste macerie, ma ogni volta che torno la situazione è peggiore.
    Io mi ritrovo ad aver voglia di scappare da un mondo che ai miei occhi risulta ostile.
    Io non so come fare, lei non cambia.

  3. Anna on 23 agosto 2019 at 00:09 said:

    Il problema di mia madre è cominciato quando avevo 3 o 4 anni, prima a quanto pare lei era “normale”: ha perso genitori in un incidente stradale e credo non si sia mai ripresa. Oggi ho 35 anni, mia madre non esce di casa, in alcune stanze è diventato praticamente impossibile entrare, anche se misteriosamente conserva una parte della casa in condizioni decenti, tuttavia ha grossi problemi a tenere la casa pulita e non vuole farsi aiutare. Credo di essere cresciuta in mezzo alla sporcizia. Da sempre ho un rapporto difficile con lei, ma in qualche modo l’ho rielaborato (ho fatto psicoterapia per qualche anno). Ad oggi non sono depressa, ho una casa normale e ordinata,mi piace prendermene cura e mi piace anche molto avere amici a casa, anzi lo trovo liberatorio proprio perchè è una cosa di cui sono stata privata per 20 anni. Riconosco di essere relativamente fredda nelle relazioni sentimentali, ho difficoltà a legarmi sul serio, ho un attegiamento evitante, uno dei miei più grandi incubi èportare un uomo dai miei genitori. La cosa curiosa è che invece non provo disagio in altri tipi di relazioni sociali: ho un buon numero di amici, e mi ritengo piuttosto brava nel coltivare le amicizie. Mia madre rimane tutt’ora il mio più grosso punto debole, anche se in definitiva mi sembra che – rispetto ad altre testimonianze – mi sia andata relativamente “bene”.

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